Alchimie Visive – Stefano Santi

CREMONA. S’intitola “Alchimie visive” la mostra personale di Stefano Santi. L’esposizione si apre sabato 18 maggio alle 17.00, all’Adafa, presso la Sede di Via Palestro 32. con l’introduzione di Giusy Asnicar e Fulvio Stumpo. Architetto e pittore mantovano, è nato ad Acquafredda. Si è laureato al Politecnico di Milano nel 1993. Dallo stesso anno, svolge un’intensa attività progettuale presso Studio Santi a Castel Goffredo e dal 2000 si dedica parallelamente alla pittura. A oggi, ha tenuto numerose esposizioni e ha partecipato a collettive in diverse città, tra cui Brescia, Mantova, Bologna, Genova e New York. Dei suoi lavori si sono occupati quotidiani e riviste. «L’architettura – spiega – ha un’influenza evidente nei miei dipinti che raccontano un mondo addomesticato e ricondotto alle forme plastiche di architetture visionarie inserite in paesaggi metafisici dove la presenza dell’uomo non è prevista». «Il profondo connubio che lega la pittura e l’architettura – aggiunge il curatore, Simone Fappanni – ha espresso, nel corso dei secoli, esiti straordinari. Unendo le due discipline in maniera magistrale, alcuni artisti sono riusciti a dare vita a opere immortali. A cominciare da Leonardo da Vinci e ai suoi celebri disegni, come quella della “Città Ideale”, con cui ha illuminato il Rinascimento, senza trascurare le sue non meno note invenzioni architettoniche. Architetti e pittori eccezionali sono stati anche maestri del calibro di Giotto, ma anche Peter Paul Rubens, solo per citare alcuni esempi celebri. Ecco allora che l’arte di Santi diventa espressione di una comunanza, quella fra due discipline, che hanno numerose affinità. Stefano crea, così, immagini fortemente evocative, calate in dimensioni plastiche perfettamente equilibrate, dove la dimensione ideale – e qui il pensiero va alla filosofia creativa del migliore Escher, autore di eccezionali lavori dalle notazioni architettoniche – a una dimensione che talvolta lambisce dimensioni surreali e metafisiche. Il quadro, così, si anima di una multiforme tridimensionalità attraverso una precisa scansione prospettica, ma anche pigmentale, trovando, così, le ragioni più profonde di un comporre dove luci e ombre contribuiscono, irresistibilmente, alla resa complessiva dell’insieme» La mostra è visitabile gratuitamente fino al 31 da martedì a domenica dalle 17.00 alle 19.00.

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