Sibilla Aleramo – Poesia e Libertà

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SIBILLA ALERAMO: POESIA E LIBERTA’

L’incontro riguarda una parte dell’attività letteraria (quella poetica) di Sibilla Aleràmo, che fu conosciuta anche come narratrice e che fa parte di quella schiera di scrittrici le quali, agli inizi del Novecento, irrompono sulla scena letteraria italiana fino ad allora dominata dagli uomini (ricordo, Annie Vivanti, Amalia Guglielminetti, Ada Negri, Matilde Serao, Grazia Deledda). La Aleràmo, (pseudonimo di Marta Felicina Faccio, detta Rina) – 1876-1960 – proviene dalla piccola borghesia di Alessandria ed è costretta, giovanissima, ad un matrimonio obbligato; ma ben presto si libera del marito e del figlio, trasferendosi a Roma dove conosce i principali esponenti della cultura della capitale, tra cui Giovanni Cena, con cui avvia una relazione e che ne promuoverà il talento, spingendola alla pubblicazione del romanzo per cui ebbe un grandissimo successo, “Una donna”. Aleràmo fa della libertà e dell’autonomia personale un progetto di vita, che ella rivendica anche nelle sue prove poetiche e si espone alla pubblica riprovazione inanellando numerose e tempestose relazioni amorose con personaggi del suo tempo, tra cui si ricordano i poeti Dino Campana e Salvatore Quasimodo. Approdata alla poesia verso gli anni Dieci del Novecento, pubblica il primo libro nel 1921; le successive pubblicazioni non vengono prese molto in considerazione finché, nel 1947, ella pubblica una autoantologia che ha un notevole successo, “Selva d’amore”, in concomitanza con una sua entusiastica adesione all’ideologia socialista (ma il padre era stato un socialista e lei stessa da giovane lo era stata), successo che viene replicato con la sua ultima prova, “Luci della mia sera” (1956), libro dichiaratamente politico. Dopo la morte, la sua poesia è caduta nel dimenticatoio fino a che è stata riproposta in un bel volume di Silvio Raffo nel 2004. I testi della Aleràmo saranno letti dall’attrice Emi Mori.

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